Intervista a Federico Bianco, birraio di Bellazzi
A cura di Marco Salvatore Tripisciano · Metodo e fonti
7 domande a Federico Bianco, birraio di Bellazzi: filosofia, ricette, territorio e progetti futuri.

Intervista a Federico Bianco, birraio di Bellazzi.
La scintilla e la filosofia: come nasce la storia del vostro birrificio e qual è la visione che guida la creazione delle vostre birre?
Siamo nati in casa come Homebrewer, un chimico (io) e un ingegnere edile (Alessandro Sanna). In seguito ai successi nei concorsi abbiamo pensato di cambiare passo e nel 2011 abbiamo inziato a fare cotte per sviluppare un progetto di produzione "in grande". La filosofia è sempre stata quella di fare birre nostre, che non fossere semplici "esercizi di stile", abbiamo quindi preso ispirazione di partenza dalle varie declinazioni della birra nel mondo ma abbiamo sempre cercato di creare qualcosa che fosse unico, che regalasse un'emozione nuova senza però per forza disorientare nel tentativo di stupire. Abbiamo iniziato nel 2013 come beerfirm, lavorando in modo attivo nell'impianto degli amici di Retorto (PC), per poi aprire il birrificio vero e proprio nel 2016 a San Lazzaro di Savena (BO). Ora dopo mille cambi e vicessitudini (dal covid alle modifiche di staff) abbiamo raggiunto una certa stabilità. Sono affiancato in produzione da Davide Lovato con cui stiamo lavorando benissimo e da un team "sregolato" ma di tutto rispetto nelle altre aree aziendali.
Soddisfazione e tecnica: tra tutte le ricette che hai creato, qual è la birra che ti regala più soddisfazione realizzare? Puoi svelarci qualche dettaglio particolare sul suo processo produttivo o sulla scelta delle materie prime?
Molte birre hanno origine più come suggestione che come ricetta, magari un evento, un apparizione notturna o un nome che poi nel tempo diventa un progetto brassicolo. Per questo come birra a me più cara non posso non citare la Calabrifornia, birra nata per il mio matrimonio con mia moglie Carmen. Siamo entrambi calabresi e abbiamo deciso di andare in California in viaggio di nozze. La Calabrifornia è nata quindi come unione tra queste due terre (...un ponte più interessante e attualmente più riuscito di quello che collegherebbe Calabria e Sicila), una california common con scorze di bergamotto e arancia amara calabresi. Abbiamo variato la ricetta nel tempo, sopratutto nella parte lievito con l'obbiettivo comunque di essere a metà strada tra un lager e una ale, ma anche la compostezza e l'arroganza in un certo senso! Una birra incasellabile ormai in qualsiasi stile precostituito ...per nostra gioia... ma con un'identità fortissima che la fa entrare sul podio delle nostre birre più iconiche!!
Punto di forza per i nuovi lettori: se dovessi far assaggiare un'unica birra del vostro catalogo a chi non vi conosce ancora, quale sceglieresti per raccontare al meglio l'identità del birrificio?
Questa è difficile, fatico a indentificarci in una birra soltanto perchè la nosta caratteristica principale è forse quella di non avere una sola anima... se devo proprio scegliere comunque sarebbe la Red Hot Hops Chili Peppers! E' un NEIPA con Peperoncino, ci si aspetterebbe una birra sostazialmente piccante, ma l'aspetto che abbiamo cercato di valorizzare è la parte aromatica del peperoncino. Fondamentalmente come nelle NEIPA il luppolo viene usato più per la parte aromatica che per quella amara, così qui il peperoncino non è usato pricipalmente per il piccante ma per l'aroma. Ovviamente un poco di piccante nella birra ci sarà! E' una birra che tutti approcciano con titubanza ma che una volta assaggiata faticano a lasciare!!
Legame con il territorio: in che modo la vostra realtà dialoga con il territorio, sia nella selezione degli ingredienti sia nel rapporto con la comunità locale?
Non siamo mai stati dei sostenitori del chilomentrozero a tutti i costi, la territorialità deve essere un valore reale e non solo un etichetta commerciale secondo noi. Alcuni riescono a perseguire i due obbiettivi contemporaneamente, molti no a mio avviso. Piuttosto che aver una birra che non ci soddisfa e poter dire che è fatta con materie locali, preferiamo scegliere prodotti di partenza con altro standard di qualità. Detto questo abbiamo completamente abbracciato il progetto di Italian Hops Company (che oltre a essere bravssimi nel loro lavoro, sono anche cari amici), proviamo a comprare quanti più luppoli possibili da loro, ma non ci sentiamo in obbligo di farlo per forza quindi se cerchiamo un prodotto specifico lo prendiamo da chi più risponde alla nostra esigenza! Ci piace comunque usare materie prime che rappresentino al nostra storie e identità, come gli agrumi nella Calabrifornia, il frumento emiliano nella nostra Blanche o farro lucano e il sale di cervia nella gose fatta con Birrificio del Vulture. Per quanto riguarda il contatto con il nostro quartiere "La Cicogna", con San Lazzaro e con Bologna, abbiamo un forte spirito di comunità e indentità locale. Abbiamo diverse birre dedicate alle nostre zone (Alma Bologna, MyBo, Cico IPA, Cic Berry,..), lavoriamo assiduamente con la nostra comunità attraverso eventi, sponsorizzazioni di attività e associazione sportive (Rugby, Basket, Ciclismo, Podistica, Paddle...). Sopratutto al centro di tutto c'è il nostro spaccio, un pub che funziona da luogo di ritrovo e incontro per il nostro quartiere, una zona con pochissimi luoghi publici e urbanizzazione dedicata a tali fini. Ci piace anche fare rete con i birrifici intorno a noi, per noi la comunità brassicola Bolognese ed Emiliano-Romagnola ha una gradissima potenzialità e una libertà produttiva.
Anteprima in laboratorio: c'è uno stile in particolare su cui stai lavorando in questo periodo e che presto diventerà una nuova birra pronta da assaggiare?
Abbiamo diversi progetti in cantiere, è nostra abitudine far maturare a lungo qualche progetto più ambizioso e averne al contempo mille idee in attesa di definizione. Le cose più vicine a uscire sono la nostra IPA al frutti di bosco (per festeggiare i nostri 10 anni a San Lazzaro) e due birre Fresh Hop, una Belga e una Bitter ... e poi c'è un "cordiale" alla birra... ma se vi racconto tutto poi vi devo uccidere!!
Sguardo al futuro: oltre alle novità in impianto, quali sono i prossimi progetti o obiettivi a lungo termine per il birrificio?
Stiamo valutando alcune proposte un poco "esotiche" per allargare il mondo "Bellazzi" ... no non apriremo 10 locali in Italia... ci orentiamo più su cose inattese e "sregolate"!!
In questi ultimi due anni hai sviluppato un processo innovativo in fase produttiva che vuoi raccontarci o che stai per implementare?
... pensiamo di fare di succhi di frutta con l'aggiunta del l'alcool che tutti tolgono dalle loro birre ora... no scherzo, per ora non abbiamo progetti particolari dal punto di vista tecnologico, non volevo perdere l'occasione per far capire la nostra posizione sulle birre senza alcool... cioè scusa le "bevande fermentate a base di malto e luppolo senza alcool"!!
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