Birra del Borgo: raggiunto l’accordo tra azienda e sindacati per la chiusura di Borgorose
A cura di Marco Salvatore Tripisciano · Metodo e fonti
Firmata l'intesa all'unanimità con i 20 lavoratori. Si chiude la vicenda simbolo del passaggio dalla rivoluzione artigianale al gigante industriale.

Arriva il capitolo finale — almeno sotto il profilo societario e occupazionale — della complessa e dolorosa vicenda che ha travolto uno dei marchi che hanno fatto la storia del movimento artigianale italiano: Birra del Borgo.
In data 28 settembre 2026, l'azienda ha ufficializzato il raggiungimento dell'accordo definitivo al termine del confronto avviato per la cessazione delle attività dello stabilimento di Borgorose. L'intesa riguarda la totalità dei 20 lavoratori coinvolti, i quali hanno espresso un'adesione unanime al pacchetto concordato.
I dettagli dell'intesa tra azienda e sindacati
Secondo quanto recepito nel comunicato ufficiale, l'accordo prevede un pacchetto di misure economiche significativamente migliorative rispetto a quanto previsto dalla normativa vigente, affiancato da un percorso strutturato di supporto alla ricollocazione professionale gestito da un primario operatore del settore.
«Accogliamo positivamente il raggiungimento dell’accordo, che conclude un confronto lungo e articolato, affrontato dall’azienda con serietà, responsabilità e attenzione alle persone» — Leonardo Volpicella, Amministratore Delegato di Birra del Borgo
L'azienda ha inoltre espresso la propria disponibilità a valutare l'eventuale cessione degli asset industriali qualora dovessero pervenire proposte concrete e sostenibili da soggetti interessati. Nel comunicato sono giunti i ringraziamenti ufficiali alla Regione Lazio, Unindustria, alle sigle sindacali, alle rappresentanze RSU/RSA e al Sindaco di Borgorose, Mariano Calisse.
Dalle proteste al finale annunciato: la parabola di un simbolo
Il raggiungimento dell'intesa economica chiude una vertenza sindacale ma lascia aperto l'amaro bilancio culturale e sociale sul territorio di Borgorose. Soltanto nelle scorse settimane, la mobilitazione di lavoratori e cittadini aveva portato a una clamorosa protesta davanti ai cancelli del birrificio, raccontata su queste pagine come il funerale della birra artigianale, con la deposizione di lapidi simboliche e bottiglie.
Una fine annunciata che riapre la discussione sul destino dei marchi indipendenti acquisiti dai colossi industriali, riassunta dall'emblematico slogan dei lavoratori: "Prima ci hanno comprato, poi ci hanno cancellato".
L'auspicio ora è che le strutture di Borgorose possano trovare un serio rilancio industriale e che le professionalità maturate negli anni non vadano disperse.
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