Masalabir: una birra per il Nepal dal Birrificio Hibu
A cura di Marco Salvatore Tripisciano · Metodo e fonti
Data di pubblicazione originale non documentata nell’archivio.
Hibu realizza una birra per un progetto umanitario La presentazione il 6 marzo durante il “Ballo delle Debuttanti”, opening party della Settimana della Birra.

Hibu realizza una birra per un progetto umanitario
La presentazione il 6 marzo durante il “Ballo delle Debuttanti”, opening party della Settimana della Birra Artigianale (7-13 marzo) a Roma
L’ultima nata in casa Hibu, il birrificio artigianale e agricolo brianzolo con sede a Burago di Molgora (MB), si chiama Masalabir. Si ispira al tipico tè nepalese. La ricetta, frutto di un equilibrato studio delle varie tipologie di spezie con cui è realizzato il Masala Tea, esprime note più o meno accentuate di cardamomo verde, zenzero, cannella, chiodi di garofano, pepe e tè nero. Il risultato è una bevuta estremamente rinfrescante, profumata, una Specialty Ale di 5° e 25 IBU.
La Masalabir nasce dal desiderio di essere utili al progetto umanitario ideato dall’alpinista e medico Annalisa Fioretti dopo il terremoto dello scorso aprile in Nepal. Il ricavato dalla vendita della Masalabir sarà infatti ad esso devoluto.
La Masalabir ha visto il suo debutto il 6 marzo, data di presentazione a Roma durante il “Ballo delle Debuttanti”, opening party della Settimana della Birra Artigianale. È una birra a tiratura limitata, unica di catalogo (data la particolarità) acquistabile anche attraverso il sito www.birrificiohibu.it
L’idea di Raimondo Cetani (mastro birraio Hibu) di creare la Masalabir parte dai racconti del chirurgo italiano Annalisa Fioretti, specializzato in medicina d’alta quota nonché alpinista vincitrice del premio “Marcello Meroni” 2015 per la categoria solidarietà, che trovandosi in Nepal durante il terremoto ha voluto dare seguito ai primi soccorsi mettendo in piedi un progetto umanitario a lungo termine.
Il progetto - Accompagnare per 7 anni almeno 20 ragazzi nel percorso scolastico dagli 11 ai 18 anni. Sette anni in cui 20 orfani del terremoto del 2015 o provenienti da famiglie meno abbienti, potranno frequentare la scuola. Si tratta di giovani provenienti dai villaggi delle zone montane nepalesi. I fondi saranno raccolti anche attraverso “Torvagando”, una serie di scalate fra le vette più belle e suggestive d’Europa condotte dal team di Annalisa Fioretti con culmine sulle Torri di Trango in Pakistan.
Comunicato Stampa
Marzo 2016
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