"Dopo 30 anni chiudiamo tutto": la storica birreria alza bandiera bianca e la colpa è dei giovani (oppure no?)
In Veneto amara resa del celebre Mr. Beer: nessuna crisi di clienti o bilanci, ma la totale assenza di personale di sala costringe il titolare a mettere in vendita il locale. Una scelta che riapre il dibattito su lavoro, sacrifici e cambio generazionale.

«Dopo 30 anni chiudiamo tutto»: lo storico locale cede alla crisi del personale. «I giovani non vogliono più fare sacrifici»
Un fulmine a ciel sereno nel mondo della notte e della birra veronese: dopo trent’anni di attività e centinaia di clienti affezionati, il celebre locale Mr. Beer di San Bonifacio annuncia la resa e mette in vendita la struttura.
Non sono i conti in rosso né la mancanza di clienti a fermare il titolare Giuseppe Fungaro — gestore esperto attivo dal 1998 — bensì una crisi strutturale che sta colpendo l'intero settore della ristorazione e dei pub: la totale irreperibilità di personale di sala e banco.
«Sono due anni che rattoppo le mancanze. Trovare personale è diventato difficilissimo, trattenerlo ancora di più. Un tempo arrivavano i curriculum degli universitari, oggi le offerte più serie mi arrivano da ragazzi di 16 anni».
Con 150 coperti interni e altri 100 all'esterno, la gestione di un locale di queste dimensioni richiede continuità e presenza costante. La scelta di fermarsi mette in luce un tema caldo e divisivo: è davvero cambiata la propensione al sacrificio delle nuove generazioni, oppure il settore deve ripensare ritmi, contratti e conciliazione vita-lavoro?
