Birra: Germania; Warsteiner, divieto fumo fa calare vendite
A cura di Marco Salvatore Tripisciano · Metodo e fonti
Data di pubblicazione originale non documentata nell’archivio.
Il colosso tedesco Warsteiner vende meno birra e la colpa è del divieto di fumare nei locali pubblici.

Il colosso tedesco Warsteiner vende meno birra e la colpa è del divieto di fumare nei locali pubblici, secondo la vicepresidente Catharina Cramer che oggi a Warstein, in Nordreno-Vestfalia, ha reso noti i dati del primo semestre 2008.
Nel periodo indicato le vendite del noto marchio distribuito in tutta la Germania sono calate del 6,4% e i vertici dell'azienda imputano la perdita al divieto di fumare nei locali pubblici, entrato in vigore in Germania dal settembre 2007.
Secondo questa teoria, alcol e sigarette in passato erano la coppia vincente, senza fumo anche la sete diminuisce.
L'ipotesi è sostenuta dal dato relativo alle vendite di birra alla spina, che da gennaio a giugno 2008 ha registrato un calo del 9,5% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, antecedente all'entrata in vigore del divieto.
La produzione del gruppo è comunque aumentata del 4,8% raggiungendo quota 3,14 milioni di ettolitri, secondo i dati resi noti oggi dall'azienda. Ma questo si spiega con l'acquisizione della fabbrica Herforder, produttrice di birra analcolica, che ha registrato un incremento del 17,5%. Anche la Frankenheim Alt, come la Warsteiner, ha segnato un lieve aumento.
Fonte AWP/ats/ansa
Luglio 2008
Continua nella rubrica: Nazioni e culture della birra
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