Birra no-tax free: sette arresti nel Salento
A cura di Marco Salvatore Tripisciano · Metodo e fonti
Evadevano circa tre milioni di euro di tasse sulla 'bionda' destinata al mercato estero, per venderla in Italia.
Evadevano circa tre milioni di euro di tasse sulla 'bionda' destinata al mercato estero, per venderla in Italia. Una banda di imprenditori italiani insieme a due albanesi sono in stato di fermo. Un altro extracomunitario è al momento ricercato. Per evadere le imposte sulla birra destinata all'estero la smerciavano in Italia, utilizzando sigilli, bolli e marchi di verificazione, contraffatti. Così le indagini condotte dai finanzieri di Gallipoli hanno portato allo scoperto un gruppo di otto persone in tutto, composto da: due amministratori di una società di import-export di Parabita, due titolari di una società di autotrasporti di Brindisi e di Santa Cesarea Terme, uno spedizioniere doganale di Brindisi e tre cittadini albanesi di San Donà di Piave, che si sottraevano al pagamento dell'accisa. L'evasione fiscale accertata è di circa 3 milioni di euro di imposte e 9 milioni di litri di birra consumati con frode. Per questo, la banda è stata arrestata all'alba, però, a loro carico sono state eseguite solo sette ordinanze di custodia cautelare, disposte dal gip presso il Tribunale di Lecce, Enzo Taurino, poiché uno dei tre albanesi è al momento ricercato. Il reato contestato nei provvedimenti restrittivi è di associazione per delinquere finalizzata alla distrazione di prodotti sottoposti all'accisa e all'uso di timbri e sigilli di Stato falsi. Da quanto si apprende, nel corso dell'operazione di servizio, sono state sequestrate 130.000 lattine di birra, prodotte in Italia e Olanda.
Dicembre 2004
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