Quanta birra hai bevuto? Ce lo dice l’isoxanthohumol
A cura di Marco Salvatore Tripisciano · Metodo e fonti
I Biomarker sono dei “segnali biologici” del consumo di determinate tipologie di cibo o bevande e sono utili per ottenere misurazioni più oggettive.

I Biomarker sono dei “segnali biologici” del consumo di determinate tipologie di cibo o bevande e sono utili per ottenere misurazioni più oggettive dell’esposizione ad un tipo di alimento o bevanda utili soprattutto quando si è alla ricerca di patologie ad esso correlate.
L’IsoXanthohumol (IX) dosato nelle urine è risultato essere un biomarcatore specifico e accurato del consumo individuale di birra è quanto scoperto da Quifer - Rada P , et al. del Department of Nutrition and Food Science-XARTA-INSA, School of Pharmacy, University of Barcelona, Barcelona, Spain.
Metodi
• Nello studio dose-risposta , 41 giovani volontari (maschi e femmine , di età compresa tra 28 ± 3 anni ) hanno consumato dosi differenti di birra durante la notte e un campione di urina è stato raccolto la mattina seguente.
• Nello studio clinico in 33 maschi con alto rischio cardiovascolare ( età 61 ± 7 aa ) è stato somministrato 30 g di etanolo (gin o birra) , o una quantità equivalente di polifenoli come la birra analcolica per 4 settimane.
• Un gruppo di altri 46 volontari già arruolati nello studio PREDIMED ( Prevenzione con dieta Mediterranea ) sono stati utilizzati come controllo.
• I campioni di urina sono stati analizzati mediante cromatografia liquida e spettrofotometria di massa.
Risultati
• La concentrazione di IX nelle urine aumenta in modo linearmente progressivo con la quantità di birra assunta sia essa alcoolica od analcoolica.
Conclusioni
È possibile con questo tipo di analisi distinguere facilmente fra i consumatori abituali di birra e quelli astemi con una sensibilità del 67% e una specificità del 100% verificando in questo modo la veridicità dell’interlocutore.
Fonte MediciItalia
Febbraio 2014
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