FIPE, Tabelle ci fanno vergognare, norma dannosa
A cura di Marco Salvatore Tripisciano · Metodo e fonti
L'obbligo di esporre le tabelle alcolemiche per bar e ristoranti dove si svolgono attività di intrattenimento "fa vergognare di essere operatori commerciali.

L'obbligo di esporre le tabelle alcolemiche per bar e ristoranti dove si svolgono attività di intrattenimento "fa vergognare di essere operatori commerciali in questo paese. Così com'e', la norma è dannosa perché crea confusione e disorientamento, specie nel consumatore". Lo dice all'Agi Edi Sommariva, direttore generale della Federazione Italiana Pubblici Esercizi (Fipe). "La confusione regna sovrana: ci è appena giunta una comunicazione del Ministero della Salute che ci informa di un errore nelle tabelle pubblicate in Gazzetta Ufficiale. A pochissimi giorni dell'entrata in vigore della norma (domani, ndr) abbiamo dovuto correggere le tabelle, avvertire le nostre 107 associazioni territoriali che a loro volta dovrebbero avvisare i 15-20.000 esercizi che rientrano nella normativa". "Ricordiamo - aggiunge Sommariva - che le sanzioni per i locali che non adempiono la normativa sono particolarmente severe: chiusura dell'esercizio fino a 7 giorni". Intanto, sul sito www.fipe.it, "sono disponibili le tabelle alcolemiche aggiornate da scaricare gratuitamente". I locali che dovranno esporre le tabelle sono quelli "ove si svolgono, con qualsiasi modalità e in qualsiasi orario, spettacolo o altre forme di intrattenimento congiuntamente all'attivita' di somministrazione di bevande alcoliche", come dispone l'art. 2 della legge 160/2007. "Questa norma - attacca Sommariva - riguardera' anche il bar 'Florian' di Venezia: ogni pomeriggio li' c'è un concerto di musica classica dal vivo, molto apprezzato dalla clientela. Da domani dovranno esporre le tabelle alcolemiche: è semplicemente ridicolo". "Il sottosegretario alla Famiglia, Giovanardi, dice che non collaboriamo? Noi condividiamo il fine, che è quello di informare il consumatore sugli effetti dell'abuso dell'alcol. Avremmo voluto partecipare, avremmo voluto essere coinvolti per dare il nostro contributo a fare le cose meglio e con una logica. Invece - aggiunge Sommariva - le tabelle così come sono risultano dannose, perché creano disorientamento e confusione, specie al consumatore". Niente porte chiuse a future collaborazioni, pero'. "Siamo disponibili, se il Ministero ci chiama, a rendere più leggibili e quindi - conclude Sommariva - più comprensibili al consumatore le tabelle alcolemiche".
Fonte AGI
Settembre 2008
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