Il 2026 segna una tappa fondamentale per il panorama brassicolo nazionale: si celebrano infatti i 30 anni della birra artigianale italiana. Un trentennio di evoluzione, sperimentazione e crescita di un vero e proprio movimento culturale ed economico che Slow Food segue da sempre con occhio attento, raccontandolo tra le pagine della Guida alle birre d'Italia.

Tra i protagonisti della primissima "nouvelle vague" brassicola targata 1996 spicca il Birrificio Beba di Villar Perosa (Torino), fondato dai fratelli Alessandro ed Enrico Borio in un'ex struttura industriale della Val Chisone.

L'inizio di una rivoluzione: dai 7 colossi industriali agli 800 microbirrifici

Ripercorrendo la genesi dell'azienda in un'intervista rilasciata a Serena Milano per il Corriere Torino e ripresa dai canali ufficiali di Terra Madre, Alessandro Borio ricorda lo scenario di metà anni '90:

«Nella metà degli anni '90, mentre negli altri settori alimentari c'era una quota di piccoli produttori che faceva qualità, nella birra no. In Italia c'erano sette impianti industriali che proponevano la stessa birra, cioè la classica lager chiara da pizza. Nel 1996, quando è nato il movimento, eravamo in dieci, ora siamo circa ottocento».

Con una sala cottura da 10 ettolitri rimasta la stessa dal primo giorno, Beba ha mantenuto saldi i propri pilastri fondanti: acqua, malto, luppolo e lievito. Nessuna pastorizzazione, nessun trattamento chimico, zero anidride carbonica aggiunta e un rifiuto consapevole delle mode di marketing passeggere.

Il legame con la terra e gli ingredienti "selezionati come da chef"

Uno dei punti cardine della filosofia dei fratelli Borio è il rapporto simbiotico con la filiera agricola. Come sottolinea Enrico Borio, i birrai selezionano le materie prime con la stessa cura dei grandi chef, stimolando la crescita della coltivazione di orzo e luppolo in Italia:

«Accorciare il percorso delle materie prime consente una distribuzione economica più coerente e un controllo maggiore sul prodotto».

Sostenibilità concreta: le tre scelte di Beba

  • Sostenibilità energetica: Impianto di pannelli solari per la copertura del fabbisogno del birrificio.
  • Fusti riutilizzabili: Utilizzo esclusivo di fusti in acciaio, rifiutando le soluzioni usa e getta.
  • Vuoto a rendere: Traguardo del 52% di bottiglie riutilizzate raggiunto nel 2025.

Il sogno per il futuro: la Carta delle Birre nella ristorazione

Nonostante la quota di mercato dell'artigianale rimanga sotto il 4%, il sogno dei fratelli Borio guarda avanti: la presenza sistematica di una vera Carta delle Birre nei ristoranti e la valorizzazione del racconto del prodotto nei locali del territorio.

I festeggiamenti dei 30 anni della birra artigianale troveranno il loro momento clou durante Terra Madre Salone del Gusto 2026 (dal 24 al 27 settembre a Torino), dove l'Open Baladin di Teo Musso in piazza Valdo Fusi si trasformerà nella "Casa dei 30 anni della birra artigianale" con spina dedicata e laboratori Slow Food.

Fonte dell'articolo e citazione originale:
Liberamente tratto e adattato dalla fonte ufficiale: Terra Madre Salone del Gusto 2026 - Birrificio Beba (articolo originale di Serena Milano / Corriere Torino).