MONDO BIRRA - Peroni lascia l'Italia La "bionda" diventa sudafricana
Peroni lascia l'Italia La "bionda" diventa sudafricana Il celebre marchio acquistato dal secondo produttore mondiale. Dopo 160 anni, la ditta di…

Il celebre marchio acquistato dal secondo produttore
mondiale. Dopo 160 anni, la ditta di Vigevano cede agli stranieri Un successo iniziato nel 1864 e
proseguito attraverso il Novecento grazie alle ragazze: "Chiamami Peroni, sarò la
tua birra"

La birra Peroni diventa sudafricana. Il celebre marchio è stato acquistato dalla SabMiller di Johannesburg, secondo produttore mondiale di birra. L'accordo fra la società italiana e il gruppo sudafricano prevede l'acquisizione di una quota di maggioranza del capitale Peroni compresa tra il 51% e il 60%. Una collaborazione voluta, assicurano dalla società, che permetterà lo sviluppo dei marchi di punta, Peroni e Nastro Azzurro.

Si interrompe così una storia partita da lontano, nel 1864, quando il capostipite Francesco Peroni inaugurò a Vigevano la prima fabbrica. Senza immaginare che quel marchio sarebbe diventato uno dei simboli del made in Italy ma anche una delle operazioni commerciali meglio riuscite nella storia della pubblicità: lo slogan "Chiamami Peroni, sarò la tua birra", ha attraversato il Novecento, e le belle ragazze bionde che lo hanno pronunciato sono entrate nell'immaginario collettivo. Ora, il celebre marchio si aggiunge alla lista, già lunga, di prodotti squisitamente italiani passati nelle mani di compratori stranieri.
Quella di Francesco Peroni fu una scommessa. Nel 1846, anno di nascita dell'azienda, in
Italia i consumi pro capite di birra non superavano gli 0,70 litri (contro i 219, ad
esempio, della Baviera). Ma la produzione incontrò il riscontro del pubblico. Tanto che
nel 1872 l'azienda si trasferì a Roma, fregiandosi, nei primi anni dell'unità, dello
stemma reale, riservato ai fornitori ufficiali di Casa Savoia. Nel giro di quindici anni,
la Ditta Peroni diventa una delle principali realtà imprenditoriali del Paese,
soprattutto la prima nel centro-sud. L'azienda scavalla il secolo, e scandisce il passare
degli anni e delle mode con le celebri locandine pubblicitarie.
Negli anni Sessanta anche la Peroni viene travolta dal boom economico. Il marchio entra
nelle case e nelle abitudini degli italiani ("Mi manca tanto la Peroni!), grazie ai
suoi slogan e alla sue modelle. Attraenti, bionde, specchio di quella bellezza nordica
consacrata dall'immagine prepotente di Anita Ekberg. Risale al 1965 l'esordio in
televisione della tedesca Solvi Stubing (ora conduce rubriche sul cinema in onda sulle tv
private ndr), indimenticabile nell'abito da marinaretto. La "bionda della
Peroni" diventa subito un fenomeno di costume, incarnata, negli anni, da una lunga
serie di volti femminili. Fra i più recenti, Philippa Lagerbach ("Una bionda per la
vita"), Adriana Sklenarikova (che stappa una bottiglia sulla fibbia dei pantaloni
della sua guardia del corpo), e ancora, Jennifer Driver e Camilla Vest. Ma fra i
"volti Peroni" è entrato di recente anche un nome maschile: quello del campione
di motociclismo Valentino Rossi, testimonial in uno spot-tormentone
Intanto, nel 1963, in omaggio al transatlantico Rex, vincitore, nel 1933, della
"Blue Ribbon", era nata Nastro Azzurro, trasformatasi presto in uno dei prodotti
di punta dell'azienda, e sponsor, ancora oggi, di regate ed importanti competizioni
veliche. Ma sempre agli anni Sessanta risale il debutto oltreoceano: Peroni apre un
ufficio commerciale a New York e poi, velocemente, conquista le terre dei palati più
esigenti in fatto di birra: tutti gli Stati Uniti, l'Australia, la Gran Bretagna.
Oggi, gli stabilimenti di produzione del gruppo sono quattro (Roma, Napoli, Bari e
Padova), con circa 900 dipendenti e una capacità di quattro milioni e 700 mila ettolitri.
E un fatturato che, lo scorso anno, ha raggiunto i 494,2 milioni di euro. E all'accordo
con la SabMiller guarda con ottimismo anche il sindacato che, pur sospendendo il giudizio,
ammette tuttavia che l'arrivo del gruppo sudafricano "può rappresentare
un'occasione" importante di rilancio per il marchio.
SPA BIRRA PERONI
|
- Peroni - Peroni Gran Riserva - Nastro Azzurro - Wuhrer - Raffo - Itala Pilsen - Crystall - Miller Genuine Draft - Crazy Bull Classic - Crazy Bull Red - Kronenbourg - Tourtel (analcolica) - Peroncino - Grimbergen Double (fino a sett. 2004) |
- Grimbergen Blonde (fino a sett. 2004) - Grimbergen Triple (fino a sett. 2004) - Grimbergen Optimo Bruno (fino a sett. 2004) - Golden Pride - London Pride - London Dark Ale (fino a sett. 2004) - Prinzregent Luitpold (fino a sett. 2004) - Maes Pils (fino a sett. 2004) - Pilsner Urquell - Pferden |
- Hopf - Palm - Royal - Wellington Scotch Ale (fino a sett. 2004) - Wellington Red (fino a sett. 2004) - Judas (fino a sett. 2004) - Mort Subite Kriek (fino a sett. 2004) - Mort Subite Framboise (fino a sett. 2004) - Kaltenberg (fino a maggio 2004) |

Strategie Pubblicitarie
Il marchio entra nelle case e nelle abitudini degli italiani ("Mi manca tanto la Peroni!), grazie ai suoi slogan e alla sue modelle. Attraenti, bionde, specchio di quella bellezza nordica consacrata dall'immagine prepotente di Anita Ekberg. Risale al 1965 l'esordio in televisione della tedesca Solvi Stubing, indimenticabile nell'abito da marinaretto. La "bionda della Peroni" diventa subito un fenomeno di costume, incarnata, negli anni, da una lunga serie di volti femminili. Fra i più recenti, Philippa Lagerbach ("Una bionda per la vita"), Adriana Sklenarikova (che stappa una bottiglia sulla fibbia dei pantaloni della sua guardia del corpo), e ancora, Jennifer Driver e Camilla Vest. Ma fra i "volti Peroni" è entrato di recente anche un nome maschile: quello del campione di motociclismo Valentino Rossi, testimonial in uno spot-tormentone.
SPOT 2005 : Mike, un ragazzo di colore di New York, ha trasformato una Fiat 500 in taxi ed in poco tempo è diventato il mezzo preferito dai vip, tra cui Valentino Rossi. Ha allestito anche un minifrigobar con l'immancabile Nastro Azzurro.
Musica: Jingle originale per Peroni non in commercio - Ettore della Campa e Gianfranco Clerici