MONDO BIRRA - Le gradazioni della birra, come stabilire il grado alcolico di una birra
E' spesso assunta in modo fuorviante come la caratteristica fondamentale di una birra, in questo senso: il bevitore che degusta una "weisse" non deve…
E' spesso assunta in modo fuorviante come la caratteristica fondamentale di una birra, in questo senso: il bevitore che degusta una "weisse" non deve lamentarsi che è così leggera da poterla bere per tutto il pomeriggio. La gradazione nella birra non è una virtù come non lo è la forza nella vita. Le birre forti vanno bene per chi vuole ubriacarsi in fretta, ma in realtà hanno scopi più mirati: come un whisky al malto, una birra forte riscalda dopo una passeggiata invernale o funge da bevanda calmante verso sera. Un birra intesa a calmare è fatta diversamente da quella intesa a rinfrescare. Ciascuna va giudicata secondo le sue proprietà. ( Michael Jackson )
Secondo la legge italiana (legge n. 1354 del 16 agosto 1962) le birre sono suddivise in gradi saccarometrici. In etichetta, viene, però, suddivisa in cinque categorie per contenuto alcolico in volume:
La denominazione “birra leggera o light” è riservata al prodotto con grado saccarometrico in volume non inferiore a 5 e non superiore a 11;
La denominazione “birra” o “birra normale” è riservata al prodotto con grado saccarometrico in volume non inferiore a 11;
La denominazione “birra speciale” è riservata al prodotto con grado saccarometrico in volume non inferiore a 13;
La denominazione “birra doppio malto” è riservata al prodotto con grado saccarometrico in volume non inferiore a 15.
Esistono molteplici
sistemi di misurazione che rendono complicata la comprensione del reale grado alcolico
della birra.
Negli USA si adopera il sistema dell’alcol in peso. Essendo l’alcol più leggero
dell’acqua, questo sistema offre valori che risultano più bassi di quanto sarebbero
se il rapporto fosse misurato in volume. In alcuni stati si vende birra con il 3,2% di
alcol in peso, che corrisponde ad un 4% di alcol in volume.
In Canada, in Olanda e in varie altre nazioni, per misurare la gradazione della birra si
adotta il rapporto alcol in volume, comunemente usato sulle etichette di vino.
In Gran Bretagna è adottato un
sistema basato su una scala a base 1000; una birra con il 3,2% di alcol in peso e il 4% in
volume avrebbe peso specifico di 1040. Dividendo le ultime dure cifre (40) per quattro, si
ottiene un risultato (10), che fornisce la misura approssimativa delle gravità secondo il
sistema Plato, utilizzato in Germania. La scala Plato è una versione perfezionata del
sistema Balling, proprio della ex Cecoslovacchia, e fornisce valori simili a
quest’ultimo.
Le conversioni tra il
contenuto alcolico e la gravità possono essere solo approssimative, in quanto dipendono
dal grado di fermentazione. Se gli zuccheri presenti nel mosto sono stati usati in gran
parte fermentati, la birra avrà una gradazione alcolica più elevata altrimenti sarà
meno alcolica. Il tenore alcolico non è una misura di qualità. Tutte le grandi nazioni
produttrici di birra hanno prodotti a gradazione bassa così come birre estremamente
forti. Per esempio, una birra alla spina Ceka di 7-8° Balling, una berliner weisse oppure
una mild inglese sono tutte più deboli di una birra americana di 3,2°. Lo standard
ufficioso, ma riconosciuto a livello internazionale, per una birra
tipo pilsener è di circa il 4% in peso, 5% in
volume, 1048 in peso specifico, 12° in Plato. Nei paesi in cui sull’etichetta viene
riportata la gravità, il cliente generalmente non conosce il contenuto alcolico della sua
birra, ma determina solo se è a bassa, media o alta gradazione. Alcune nazioni
produttrici vantano birre molto forti: è il caso della Gran Bretagna, del Belgio e della
Germania. Le birre più forti raggiungono l’11% in peso, il 15% in volume e 30°
Plato o più.
Il titolo alcolometrico può anche essere espresso in
termini di peso, (grado alcolico in peso, ovvero la quantità di alcool
espressa in grammi per litro).
Una conversione è la seguente, che utilizza la densità come fattore di
conversione:
Grado alcolico in peso (g/L) = 8 × Titolo alcolometrico volumico (V/V, %)
Una concentrazione al 40% in volume corrisponde a 8 x 40 = 320 gr/l
Questo fattore di conversione è molto approssimativo in quanto ogni bevanda alcolica è composta da diversi ingredienti ed ha una densità variabile.