Beer&Food Attraction o 'Everything BUT Beer'?
Come la birra sta diventando un contorno a Rimini

Beer&Food Attraction o "Everything BUT Beer"? Come la birra sta diventando un contorno a Rimini
Mappe alla mano, dal 2025 al prossimo futuro lo spazio dedicato alle pinte crolla, mentre esplodono spirits, pizza e cocktail. Il report comparativo sul ridimensionamento della birra nella fiera che porta (ancora) il suo nome.
Chi naviga il settore brassicolo e frequenta i padiglioni del quartiere fieristico di Rimini da anni lo avvertiva a pelle camminando tra gli stand. Oggi, però, non si tratta più soltanto di una percezione visiva o di sensazioni da corridoio: è una certezza matematica scritta nero su bianco sui layout ufficiali dell'evento.
Mettendo a confronto le planimetrie di Beer&Food Attraction dal 2025, passando per il 2026 fino alla nuova evoluzione pianificata, emerge una parabola chiarissima: la birra sta perdendo progressivamente metri quadri, centralità e indipendenza espositiva. A conquistare la scena sono invece spirits, miscelazione, bevande no/low alcohol, grandi catene di distribuzione e il mondo del food/pizza.
Centralità e Spazio Dedicato
- • Beers & Craft: Padiglioni C4, C5, A4, A5, A6, A7 nell'ala Ovest.
- • Craft Beers: 2 padiglioni interamente dedicati all'artigianale (A6, A7).
- • Equilibrio: La birra manteneva la maggioranza relativa dell'intera fiera.
Il Grande Taglio del Craft
- • Craft Beers: Tagliate e ridotte a soli 2 padiglioni (D1, D2).
- • Beers Industriale: Ridotta a D7 e parzialmente B6/B7.
- • Avanzata Food & Beverage: 4 padiglioni Food e 3 spinti su Spirits & Mixology.
Fusione con la Filiera Tech
- • Craft & BBTech: Scomparso il padiglione craft "puro"; D1 e D2 diventano un'unica area mista impianti/birra.
- • Dominio Spirits/Soft Drink: 4 padiglioni continuativi (D3-D6, B5-B6).
- • Food Superstar: Pizza e FIC Arena blindano l'area B1-B4.
Tre mosse che hanno cambiato il volto della fiera
1. La scomparsa dell'isola artigianale "pura"
Se nel 2025 i birrifici artigianali godevano di una propria cittadella ben identificabile (A6 ed A7), il nuovo corso ha prima contratto questi spazi per poi applicare la scelta più radicale: il tratteggio bicolore nei padiglioni D1 e D2. La birra artigianale viene così fusa con BBTech Expo (materie prime, macchinari e packaging). Una mossa che se da un lato ammicca alle sinergie B2B della filiera produttiva, dall'altro riduce drasticamente l'impatto visivo e l'esposizione dei birrifici indipendenti al pubblico dei publican.
2. L'esplosione della Mixology e del "Multi-Beverage"
Basta osservare il blocco D3-D6 / B5-B6: l'area riservata a Spirits, Soft Drinks, Sciroppi, Ready to Drink e Low/No-Alcohol ha ormai fagocitato la spina dorsale del Beverage. Il fenomeno del Mixology Circus e dell'Aperitivo Land si pappa fette espositive che un tempo appartenevano di diritto ai fusti e ai sottobicchieri.
3. Il Food che prende il comando
Con grandi manifestazioni nell'area food come Pizza Senza Frontiere e l'arena della Federazione Italiana Cuochi (FIC), l'offerta gastronomica occupa una presenza titanica nei padiglioni B1-B4. Il Food non è più un semplice abbinamento ("Attraction"), ma il vero motore del traffico in fiera.
💡 L'Analisi di MondoBirra: Evoluzione del mercato o addio alle origini?
Non si tratta necessariamente di muovere una critica sterile a Italian Exhibition Group (IEG), che legittimamente segue le tendenze commerciali dell'Ho.Re.Ca. moderno — dove i pub puri calano e i locali cercano cocktail, pizzerie gourmet e bevande no-alcol.
Tuttavia, la domanda sorge spontanea: ha ancora senso chiamare l'evento "Beer&Food Attraction" ponendo la parola *Beer* in prima posizione, quando nella realtà dei fatti la birra è diventata una componente minoritaria all'interno di un gigantesco calderone Food & Beverage generalista?
