MONDO BIRRA - Russia: Il viceministro della Sanità chiede il bando della pubblicità alla birra.
Russia: Il viceministro della Sanità chiede il bando della pubblicità alla birra Il viceministro della Sanità russo, Ghennadi Onishenko, ha auspicato…
Russia: Il viceministro della Sanità chiede il bando della pubblicità alla birra
Il viceministro della Sanità russo,
Ghennadi Onishenko, ha auspicato il varo di una legge che vieti la
pubblicità della birra
sui mass media, parlando ad una conferenza a Irkutsk, nella Siberia orientale. Secondo il
viceministro, citato dall'agenzia Itar-Tass, le autorita' dovrebbero mettere a punto una
politica specifica riguardo al consumo di alcool e non solo limitarsi a imporre tasse.
''Non possiamo certo costringere i russi a smettere di bere - ha affermato Onishenko - ma
dobbiamo senz'altro cercare di contenere il fenomeno''. L'appello del viceministro per la
proibizione della pubblicità della birra si inserisce in una campagna lanciata dal
governo russo per scoraggiare il consumo di tutte le principali bevande alcoliche. In
Russia già esiste da qualche tempo una norma che vieta di reclamizzare i superalcolici, e
nel settembre dello scorso un disegno di legge che imponeva limiti severissimi alla
pubblicità della birra era stato approvata a grande maggioranza alla Duma ma non aveva
passato l'esame della camera alta, anche per le pressioni della lobby dei produttori.
Il consumo di birra - bevanda che tra i giovani ha preso in parte il posto della vodka -
e' aumentato vertiginosamente negli ultimi anni: dai circa 23 litri consumati pro-capite
nel 1998, si e' passati ai 70 dello scorso anno, e per il 2007 analisti del settore
prevedono che si arriverà a 90 litri a persona.
Parallelamente cresce anche il consumo del vino (nel 2002 se ne e' consumato l'8% in
più
rispetto all'anno precedente) e, a differenza di quanto auspicato da diversi osservatori,
non diminuisce quello della bevanda tradizionale russa, la vodka.
In Russia l'alcool resta la prima causa di mortalità tra i maschi adulti, e si calcola
che ogni anno provochi, direttamente o indirettamente, da 25 a 30 mila morti.
Fonte ANSA
Settembre 2003