Chi è Sergio Ormea - Birra Grado Plato - Vincitore al Mondial de la Biere 2010
Chi è Sergio Ormea - Birra Grado Plato - Vincitore al Mondial de la Biere 2010 Sergio Ormea Conosciamo meglio Sergio Ormea che a Strasburgo il 23…
Chi è Sergio Ormea - Birra Grado Plato - Vincitore al Mondial de la Biere 2010
Sergio Ormea
Conosciamo meglio
Sergio Ormea che a Strasburgo il 23 Ottobre 2010 ha vinto la medaglia di
platino con la sua Chocarrubica al Mondial de la Biere Edizione 2010
Rif Notizia di Cronache di Birra
Sergio Ormea inizia a far birra come Homebrewer nel lontano 1994, socio Unionbirrai prima come HB poi come produttore, nel maggio 2003 cambia lavoro e apre il birrificio con annesso brewpub a Chieri in provincia di Torino. Da subito si spinge nella produzione assecondando la sua fantasia e creatività che lo portano nel tempo a utilizzare materie prime nuove per le birre (castagne per la S. Felice, miele di tiglio per la Melissa, carruba per la Chocarrubica). Partecipa a vari eventi e manifestazioni, tra cui il Salone del Gusto e Artebirra Pasturana. Ma non mancano manifestazioni in centro Italia (Birromania a Roma nel 2006) e la creazione di un evento unico Le birre del Pesce con chiaro riferimento alla consuetudine legata al primo aprile, rassegna delle migliori birre “pazze” d’Italia. Con l’aumento delle richieste alla fine del 2008 aumenta la necessità di spazio e trasferisce la produzione nella sede di Montaldo Torinese, potenziando le capacità di stoccaggio.
Nel Marzo del 2004
lo
intervistammo quando ancora era poco
noto e alla domanda
"Come è
nata in Lei la passione per la birra, il noto germe della birra?" ci
rispose "La
passione per la produzione casalinga di birra è una delle conseguenze della
mia personalissima lotta all’alienazione, un modo per ricomporre mazzinianamente pensiero e azione o, se vogliamo, teoria e prassi. Scherzi a
parte, sono una persona curiosa e con una certa predisposizione per la
manualità. Poi per il resto siamo nelle mani del caso …." e invece
quando gli chiesimo del mondo della birra artigianale italiana, ci disse
"Complessivamente ho un’ottima opinione del mondo della birra artigianale,
non foss’altro per la serietà, la competenza e la passione che lo
contraddistinguono. L’ideale per rendere i consumatori più consapevoli delle
differenze radicali che esistono tra birra artigianale e industriale
sarebbe poter disporre dei mezzi che le multinazionali hanno e noi no.
Purtroppo dobbiamo far fuoco con la legna che ci troviamo, e non è molta.
Ritengo fondamentale, in termini generali, il discorso sulla qualità e
questo a prescindere dalla suddivisione tra birre industriali e artigianali.
Sono convinto che il mondo birrario artigianale avrebbe soltanto ritorni
vantaggiosi se il consumatore medio fosse consapevole del fatto che non
esiste la birra (identificata con la lattina dell’Heineken) ma le birre, che
ci sono birre industriali indecenti ma anche eccellenti. Parallelamente il
fenomeno dei micro non deve essere una tendenza solo modaiola ma costruita
su solide fondamenta qualitative. Il mercato è variegato ma il consumatore è
sempre più consapevole ed esigente: tenendo la barra ferma sulla qualità il
tempo non potrà che giocare a nostro favore." Aggiungiamo noi, parole
sacrosante!!!
Nel mese di Agosto 2006 due birre di Sergio partecipano pure al GBBF, Great British Beer Festival www.gbbf.org a Londra, la Strada San Felice e la Melissa colpiscono i partecipanti ed insieme alle sue sorelle italiane, fanno il tutto esaurito.
Lorenzo Dabove, in arte Kuaska che guidava la delegazione italiana al GBBF diceva del Grado Plato:
"Assalite le Grado Plato con la Strada San Felice che ha stupito tutti (una birra alle castagne di otto gradi, non ci credevano) e con la Melissa ricercata specie dalle donne, ma apprezzata pure dagli uomini. Un vero plauso a Sergio Ormea e al figlio Gabriele per aver sfoderato una Sticher eccezionale, con i controfiocchi (hanno assistito in prima fila al mio tasting toccando con mano l'apprezzamento e il gradimento di un parterre di prim'ordine)"
E a proposito di Kuaska e Sergio Ormea, Lorenzo nel 2006 si assunse pubblicamente parte della paternità della Sticher: "l'idea feconda è nata su suo suggerimento durante "Cheese 2005". Un altro padre putativo è Michele Santi. Si spera che dopo queste scabrose rivelazioni da rotocalco l'onorabilità della Sticher non abbia troppo a risentirne...."
Uno dei progetti che
Sergio ha perseguito da sempre è la Birra di Chieri, dalla terra al
Bicchiere. Nel suo sito c'è scritto: "Da quando, per la prima volta nel
1994, il birraio del "Grado Plato" Sergio Ormea si maltò in casa l'orzo per
produrre la sua prima "all grain",
l'idea di produrre una birra
veramente radicata in tutte le sue materie prime al territorio di Chieri non
lo ha più abbandonato. L'occasione propizia per concretizzare questo vecchio
progetto è nata dall'incontro con il prof. Alberto Caudana, insegnante
presso l'Istituto
Agrario
ex-Ubertini (ora Istituto Vittone di Chieri) e all'Università di Asti. Il
prof. Caudana, appena reduce da un'esperienza, si è dimostrato sin da subito
entusiasta del progetto. Grazie alla disponibilità dimostrata dai
responsabili dell'Istituto Bonafous-Città di Torino è stato possibile
coltivare le materie prime all'interno dell'estesa proprietà dell'Istituto.
L'Istituto
Bonafous-Città di Torino è situato in una posizione incantevole tra le
colline dei Comuni di Chieri, Pino torinese
e Pecetto. Al suo interno
vi sono, tra l'altro, vigneti, una cantina per vinificazione, frutteti con
varietà antiche, serre per coltivare i fiori destinati alla città di Torino,
campi per semine sperimentali, addirittura un lago... Con il coinvolgimento
attivo degli studenti si sono tenuti incontri in cui si è approfondita la
parte tecnico-teorica relativa alle materie prime, il processo di maltazione,
la saccarificazione e la fermentazione del mosto, fino alla maturazione del
prodotto finito. Quella che inizialmente pareva una sfida dai molti punti
interrogativi si è dimostrata, mano a mano che i problemi insorti lungo il
percorso venivano superati, un'avventura esaltante e con un epilogo quasi da
fiaba.
Dalla prima fase, la semina dell'orzo svolta nel lontano marzo 2005 (il 5 si pianta il luppolo e il 16 l'orzo) si arriva ad aprile 2006 con la Sticher spillata dal fermentatore e presentata al pubblico. Potete vedere la storia di questa birra in questo link
Nel mese di Ottobre 2008 lo intervistiamo a Torino al Salone del Gusto la sua Chocarrubica con carrube siciliane già aveva creato un grande interesse nei frequentatori del Salone, come lui stesso ci dice ed era l'occasione anche di parlare del progetto Nanorò che concorre a finanziare la costruzione di un mercato coperto a Nanorò in Burkina Faso (Africa Occidentale). Come lui stesso ci dice il leggero affumicato rimanda al fuoco sempre acceso dalle donne di Nanorò per bollire il mosto. Vedi le immagini qui
Video Intervista realizzata durante il Salone del Gusto 2008
Adesso per Sergio dopo i vari riconoscimenti conseguiti in giro per l'Italia giunge un premio di caratura internazionale. Giunto alla seconda edizione in Europa, il Mondial de la Biere www.mondialbierestrasbourg.com l'anno scorso aveva premiato il birrificio Croce di Malto di Alessio Selvaggio, auguri a lui e ripercorriamo i suoi successi e le birre che produce.
I riconoscimenti ricevuti nei vari concorsi in giro per l'Italia
La Spoon River giunge 11-esima nella votazione della giuria
Artebirra Pasturana 2010
La Spoon River giunge 5° nella votazione popolare
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Unionbirrai
Birra dell'anno 2006 (foto a destra della premiazione)
Sveva prima classificata nella categoria Birre a bassa fermentazione < 14 plato
Strada San Felice seconda classificata nella categoria Birre ad alto grado zuccherino/alcolico (oltre 20 plato / 8 Alc Vol)
Birra dell'anno 2007
Chocarrubica prima classificata nella categoria Birre con altri cereali
Associazione Degustatori di Birra - Campionato Italiano Birre Artigianali
Edizione 2007
Sveva terza nella categoria Lager - Pils
Edizione 2008
Melissa seconda nella Categoria "Abbazia, Belgian Strong Ale, Dubbel, Tripel”
Sticher terza nella categoria “Pale-Ale, APA, Bitter, IPA,Ddouble IPA, Ale (anglosassoni)”
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Slowfood - Guida
Birre d'Italia
Edizione 2009 - Birre a 5 Stelle
Sveva
Chocarrubica
Strada San Felice
Edizione 2010 - 2011 - Birra Top
Strada San Felice
Chocarrubica
Sticher
Le birre in produzione
Birra chiara, (Alc. 4,9%), ispirata alle lager bavaresi. È una birra beverina che si assapora a grandi sorsate perché i toni caldi e dolci del malto ben si equilibrano con l’amaro del luppolo. Si abbina con tutte le portate di sapore non particolarmente pronunciato.
Spoon River
Birra ambrata di malto d'orzo ad alta fermentazione (Alc. 6% circa). Ha un delicato profumo erbaceo e floreale, il sapore è complesso, avvolgente e con un buon corpo. E' una birra che si presta tanto ad assecondare una buona conversazione quanto ad accompagnare a tutto pasto i piatti più svariati dai primi alle carni.
Melissa
Birra doppio malto al miele, di colore dorato ad alta fermentazione (Alc. 6,7%). E' una birra piacevolmente non amara ma neppure dolciastra che scivola sul palato senza resistenze. Si sposa molto bene con i dolci.
Strada San Felice
Birra di castagne, ambrata, prodotta a bassa fermentazione (Alc. 8.% circa). Il sapore e l'aroma di castagne sono il tratto distintivo di questa birra originale. Si accompagna ai cibi mediamente saporiti della cucina autunno-invernale.
Chocarrubica
Originalissima birra prodotta con carrube, avena e fave di cacao. Di colore scuro impenetrabile, ha un cappello di schiuma che ricorda il cioccolato al latte. La grande quantità di avena gli conferisce una cremosità quasi da tazza di cioccolata fumante mentre il discreto tenore alcolico (7% alc.) rimanda al ripieno di un Cuneese al liquore. Si abbina ai dessert ma anche ai formaggi stagionati.
Nanorò
Questa birra concorre a finanziare il progetto del Comune di Chieri per la costruzione del mercato coperto a Nanorò in Burkina Faso. Birra chiara al miglio, non limpidissima perchè non filtrata, ha un piacevole affumicato che vorrebbe rimandare al fuoco acceso dalle donne di NANORO' per bollire il mosto. Il sapore è nuovo ma rimanda ad un tempo antico, mentre bassa gradazione alcolica e taglio finale secco la rendono dissetante anche nelle giornate più calde.
Sticher
Birra dalla doppia originalità: è la prima birra italiana a trarre ispirazione dalla “Sticke” di Dusseldorf ed è anche la prima birra piemontese le cui materie prime furono in origine prodotte e trasformate sul suo Territorio. Presentata al GBBF di Londra nel 2006 ha un colore rame ossidato, un discreto tenore alcolico (Alc.6.5%), un sapore altalenante tra il dolce del malto e l’amaro del luppolo, un aroma delicato, compatto e grande cappello di schiuma, un piacevole e persistente retrogusto amarognolo. E’ una birra decisa, pensata per accompagnare i piatti robusti della tradizione culinaria piemontese, dal fritto misto agli arrosti, dai bolliti con le salse fino alla “bagna cauda”.
Weizentea
Una birra particolare, dal concetto "internazionale". Unisce le birre di tradizione tedesca a base di malto di frumento con il tè cinese ed i luppoli americani. Molto fresca e dissetante, di bassa gradazione (Alc. 4,5% Vol), si abbina molto bene ai piatti della cucina estiva.

Stand Grado Plato al Salone del Gusto 2006
Alcuni riferimenti ripresi da Inbirrerya e Cronache Di Birra
Fonte Redazionale
Ottobre 2010



