MONDO BIRRA - Italia: morto editore svizzero Paolo Boringhieri, il papà aveva fondato il Birrificio Boringhieri
Italia: morto editore svizzero Paolo Boringhieri, il papà aveva fondato il Birrificio Boringhieri Foto dell'antico birrificio Boringhieri Si…
Italia: morto editore svizzero Paolo Boringhieri, il papà aveva fondato il Birrificio Boringhieri

Foto dell'antico birrificio Boringhieri
Si
svolgeranno domani mattina nel Tempio Valdese di Torino i funerali di Paolo
Boringhieri, morto ieri all'età di 85 anni, fondatore dell'omonima casa
editrice torinese che divenne famosa per la pubblicazione di grandi opere
scientifiche come quella sul pensiero di Freud in 12 volumi. Si era ritirato
dal mondo editoriale poco dopo la vendita, nel 1987 della Boringhieri a
Romilda Bollati e la nascita della "Bollati Boringhieri".
Era nato il 4 luglio del 1921 a Torino ed aveva passaporto svizzero in
quanto la sua famiglia era originaria dell'Engadina. Il padre Giacomo aveva
creato a Torino una nota fabbrica di birra ed era stato per lungo periodo
console elvetico.

Vista della Fabbrica di birra Boringhieri
Uno degli ultimi birrifici torinesi di grande importanza è la ditta Boringhieri &C. Essa fu fondata da Andrea Boringhieri nel 1876, ed era situata in corso Vittorio Emanuele II, in corrispondenza dell'attuale piazza Adriano, in Borgata Cenisia; era questa una zona destinata ad ospitare servizi indispensabili alla città, come il foro boario, il macello e le carceri. L'edificio, che ospitava anche una rivendita, era proprio al fondo del viale, o per meglio dire lo interrompeva, bloccando non solo il traffico ma anche la visuale verso le Alpi tanto amata dai torinesi. Le discussioni sulla necessità di abbattere l'edificio iniziarono negli anni '20 e proseguirono per trent'anni: fu verso la metà degli anni '50 infatti che la ditta chiuse i battenti, e solo allora l'edificio fu demolito, permettendo di ripristinare la continuità del corso. Già dagli anni '20 tuttavia la Boringhieri aveva dovuto rinunciare all'attività di degustazione, poiché le era stata proibita l'edificazione di quei tendoni e di quelle tettoie che ospitavano tradizionalmente la rivendita, e che erano considerati indegni del decoro cittadino.
Fonte Swiss Info
Agosto 2006