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🍺 Oktoberfest 2026 a quasi 16€ al litro: scoppia la "Guerra della Birra" a Monaco

Tra ricorsi legali, il caso del birrificio Giesinger e l'ombra del cartello storico dei 6 grandi produttori: la secolare tradizione bavarese finisce al referendum e in tribunale.

🍺 Oktoberfest 2026 a quasi 16€ al litro: scoppia la "Guerra della Birra" a Monaco
Oktoberfest 2026 7 Settembre 2026

🍺 Oktoberfest a quasi 16€ al litro: scoppia la "Guerra della Birra" a Monaco

Tra prezzi record dei boccali, ricorsi alla Corte Suprema e un referendum popolare, la secolare tradizione del festival bavarese finisce al centro di uno scontro su monopolio e concorrenza.


L'autunno bavarese si preannuncia più caldo del solito. Con oltre 6,7 milioni di visitatori attesi e un indotto economico stimato intorno a 1,5 miliardi di euro, l'Oktoberfest si ritrova al centro di un'accesa battaglia legale e politica sul costo del "Maß" (il boccale da un litro) e sul monopolio della somministrazione.

Boccali d'oro a 15,80€

I prezzi della birra all'interno del Theresienwiese arrivano quasi a 16 euro al litro, circa il 30% in più rispetto ai prezzi medi dei locali del centro di Monaco.

Il referendum di Giesinger e il "Cartello dei Sei"

Per secoli, il diritto di spillare birra all'Oktoberfest è stato riservato esclusivamente ai 6 storici birrifici cittadini che rispettano le norme sulla purezza risalenti al 1487 (orzo, luppolo e acqua da pozzi interni alla città). Una rigidità che oggi molti definiscono un vero e proprio cartello commerciale.

A guidare la carica dei "ribelli" c'è Steffen Marx, fondatore di Giesinger Bräu, che ha già raccolto oltre 21.000 firme sulle 35.000 necessarie per indire un referendum cittadino e chiedere l'ammissione del suo birrificio alla festa. Un'impresa non da poco, se si considera che negli anni '80 persino il Principe Luitpold di Baviera — discendente diretto di chi l'Oktoberfest l'aveva inventato — si vide sbarrare le porte dai tribunali.

Gare d'appalto europee per i tendoni?

La sfida si sposta ora alla Corte Suprema Bavarese, chiamata a pronunciarsi sull'apertura delle gare d'appalto per la gestione dei grandiosi tendoni anche a operatori ed esercenti del resto dell'Unione Europea. Se da un lato ristoratori e concorrenti spingono per l'apertura al mercato per abbassare i prezzi, dall'altro gli organizzatori difendono il sistema attuale per preservare l'identità e l'autenticità del festival più famoso al mondo.

Fonte: Mondobirra.org su dati AGI / WSJ Leggi la notizia originale su AGI →
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