Pubblicati i risultati della prima indagine on-line sui consumatori di birra artigianale
Pubblicati i risultati della prima indagine on-line sui consumatori di birra artigianale di Andrea Turco, ideatore di Cronache di Birra Quello della…
Pubblicati i risultati della prima indagine on-line sui consumatori di birra artigianale

di Andrea Turco, ideatore di Cronache di Birra
Quello della birra artigianale in Italia è un movimento ancora molto
giovane, composto da consumatori per lo più occasionali, che hanno
conosciuto questo mondo solo da qualche anno e
che sono ben
lontani da una totale fedeltà ai prodotti dei microbirrifici. Considerano
come principali problemi del settore la reperibilità e il prezzo della
birra, puntano soprattutto su produzioni italiane e belghe, bevono più a
casa che in pub e ristoranti.
Sono questi i dati salienti che emergono dalla prima indagine on-line sugli usi e le abitudini dei consumatori di birra artigianale, prodotta dal sito Cronache di Birra e di cui è consultabile gratuitamente il Rapporto 2010 in formato pdf alla pagina
Il consumatore medio di birra artigianale è maschio, di età compresa tra i 31 e i 45 anni, di profilo culturale medio-elevato. E’ per lo più un bevitore occasionale, che è entrato in contatto con i prodotti dei microbirrifici da relativamente poco tempo (non più di 3 anni) e che è ben lontano da una totale fedeltà alla birra artigianale: spesso beve anche birra industriale, se non addirittura in quantità prevalenti rispetto alla prima.
In parole povere, l’utente medio non è un appassionato con una lunga esperienza alle spalle. Al contrario, nella maggior parte dei casi è piuttosto un consumatore saltuario, incuriosito magari dalla birra artigianale, che tuttavia conosce limitatamente e che acquista con discontinuità. Non è un caso che il budget medio riservato agli acquisti si attesti tra le 10 e le 30 euro mensili, un dato piuttosto modesto, soprattutto se paragonato al prezzo dei prodotti artigianali.
A proposito di
prezzo, questo elemento rimane uno dei freni più evidenti all’acquisto.
Tuttavia, il problema principale per il consumatore medio è la reperibilità:
si manifesta dunque una certa difficoltà nel trovare attività commerciali
specializzate - totalmente o solo in parte - nella vendita di birra
artigianale. Nonostante il boom del settore, i prodotti dei microbirrifici
non sembrano ancora aver raggiunto una distribuzione omogenea e capillare
sul territorio nazionale.
Il consumo di birra artigianale è per lo più un fenomeno circoscritto alle mura domestiche. In altri termini, il consumatore medio preferisce acquistare birra da asporto per poi berla a casa propria o di amici e conoscenti. A differenza di altre nazioni, il pub e la birreria non sono i luoghi prescelti per il consumo di birra artigianale: segno che locali di questo genere sono ancora legati ai prodotti industriali, probabilmente per un problema nel concepire dinamiche commerciali diverse da quelle pre-esistenti.
Il consumatore medio acquista in prevalenza prodotti provenienti da microbirrifici italiani, sebbene dimostri anche una forte predilezione per la birra artigianale prodotta in Belgio. Le altre nazioni birrarie – Germania, Regno Unito e USA – risultano decisamente staccate.
Infine, il consumatore associa alla birra artigianale concetti quali “gusto”, “cultura” e “compagnia”. E’ dunque una bevanda che fa leva sulle percezioni sensoriali del bevitore e della quale viene riconosciuto il valore socializzante e il retroterra culturale nel quale si è sviluppata nel tempo. Per il consumatore, la birra ideale deve essere “sorprendente”, “particolare” e “complessa”; deve essere in grado di strabiliare, di catturare l’attenzione di chi beve con caratteristiche organolettiche originali e multiformi.
Cronache di Birra – www.cronachedibirra.it
Fonte Comunicato Stampa
Luglio 2010