Italia e Francia
da sole, producono oltre il 60 per cento del vino dell’Unione Europea.
Eppure la birra sta insidiando il vino nelle preferenze dei consumatori
italiani: la beve il 72% del Paese, contro il 79% che compra vino.
Secondo una ricerca Ispo-AssoBirra, la birra sta esplodendo soprattutto
per le scelte dei giovani… E allora in questa puntata una “sfida –
confronto” tra due prodotti entrambi di provenienza agricola.
Il mondo delle birre artigianali italiane da alcuni anni è sulla cresta
dell’onda per la qualità delle produzioni, la capacità di competere con
i paesi più blasonati e la passione con cui tante piccole realtà locali
sanno interpretare una delle bevande più antiche del mondo. Oltre a
tutto questo c’è una nuova frontiera, quella seguita dal birrificio La
Mata di Solarolo, al momento uno dei pochi in Italia ad aver scelto di
chiudere la filiera produttiva. All’interno dell’azienda si coltivano
orzo e luppolo, materie prime che per la birra italiana sono
tradizionalmente di importazione e che invece qui diventano espressione
del territorio e dell’agricoltura locale. I segreti del luppolo, pianta
rampicante che può raggiungere anche i 7 metri di altezza e che
conferisce alla birra il caratteristico sapore amaro che compensa il
dolce del malto ma che è essenziale anche per le sue note aromatiche.
Del luppolo si usa il fiore femmina, inserito durante la bollitura del
mosto. Per l’orzo,la varietà più adatta alla maltazione deve essere
distico e primaverile. Infine, ripercorreremo le diverse fasi del
processo produttivo E per concludere la degustazione di quattro
tipologie di birra ad alta fermentazione, tutte rifermentate in
bottiglia. Per ognuna il miglior abbinamento gastronomico con i prodotti
tipici romagnoli perché l’universo birra è composito e articolato e non
può essere racchiuso nel semplice matrimonio con la pizza.
Dalla vigna alla cucina, dalla barricaia alla tavola – : La Tenuta Poggio Pollino sulle prime colline di Imola , con una vista di incomparabile bellezza su tutta la valle. Da questo promontorio accarezzato dai venti, scendono i filari : Sangiovese, Cabernet Sauvignon, Merlot e Albana sono coltivati con il sistema di allevamento “cordone speronato”. La vendemmia è rigorosamente manuale per consentire la selezione delle uve migliori.La vinificazione con l’impiego della temperatura controllata, l’invecchiamento nelle barriques e l’affinamento in bottiglia, permettono di ottenere vini eccellenti e raffinati. Il Ristorante offre una cucina regionale a conduzione famigliare basata sulla selezione di prodotti tipici della terra romagnola, accompagnati dai migliori vini prodotti in azienda. Ricette ruspanti della tradizione contadina, dallo stufato di maghetti di pollo, al misto dell’aia (Coniglio, Faraona, Pollo) servito nel coccio, dai taglieri di affettati nostrani e selezioni di formaggi di nicchia (raviggiolo e squacquerone) con marmellate fatte in casa, alle paste fresche al mattarello, e il pane casereccio cotto nel forno a legna e il gnocco fritto senza grassi. Pasta e fagioli, maltagliati e cotiche, Zuppa di cipolle con crostone gratinata Strozzapreti fatti a mano con radicchio, salsiccia e sangiovese . e all’imbrunire si accende il grande camino, dove le carni vengono cotte alla griglia, in particolare il piatto della trenuta, la Costicciata di maiale, per un bel brindisi al sangiovese in purezza.
Il programma settimanale e’ in onda su Odeon tv lunedi’ 1 agosto alle 20.30, ma sara’ anticipato sui canali regionali di Telesanterno in Emilia Romagna dove e’ stato girato, sabato 23 luglio alle 12.30 e martedi’ 26 luglio in prima serata alle 21 .